Shibari

Kinbaku, Japanese Rope Bondage, Rope Bondage, Nawa Shibari, Eastern Bondage
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L’Arte delle Corde

La corda ha una qualità specifica come mezzo di restrizione. A differenza del cuoio o del metallo, si conforma al corpo che tocca, seguendo le curve, premendo nella pelle con un calore e un peso che sono organici, specifici del materiale naturale. L’attrito della canapa o della juta contro la pelle ha un odore, una texture, una qualità di contatto che i materiali sintetici non possono replicare: è qualcosa che è esso stesso vivo, derivato da una pianta, caldo in un modo che il metallo non lo è mai.

Lo Shibari, l’arte giapponese del bondage decorativo con la corda, approccia il corpo legato come oggetto estetico.

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I modelli che la corda traccia non sono casuali: sono costruiti con attenzione alla simmetria, al corpo specifico che li riceve, alla composizione visiva del tutto. Essere legati in Shibari significa essere curati con un livello di attenzione precisa e focalizzata che è di per sé parte dell’esperienza: ogni passaggio della corda, ogni nodo posizionato con intenzione deliberata, comunica attraverso il tocco un’attenzione che è difficile da descrivere e immediata da sentire.

La progressione da in piedi a legato è un viaggio fisico che ha un arco psicologico.

Man mano che la libertà di movimento del corpo viene progressivamente ridotta, il respiro cambia, la mente si restringe, il mondo esterno si riduce in portata e significato. La sospensione, quando la corda sostiene il peso del corpo e i piedi lasciano il suolo, produce uno stato che i praticanti descrivono come inequivocabile: una qualità di essere tenuti che è letterale e simultaneamente molto più che letterale.

I segni lasciati dalla corda sulla pelle, i modelli specifici di compressione, il rossore che segue la linea di ogni passaggio, sono per chi conosce questa pratica belli a modo loro: prova di un passaggio, documentazione del tempo trascorso in uno stato specifico, la traccia persistente di qualcosa che era contemporaneamente arte e intimità.

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