L’Alchimia dell’Abietto
Ci sono pratiche nel BDSM che funzionano principalmente con la sensazione fisica, e ci sono pratiche che funzionano principalmente con la psicologia. La Scat funziona quasi interamente con quest’ultima: la sua intensità non deriva da ciò che il corpo sperimenta effettivamente ma dal peso del tabù che viene attraversato, gli strati di proibizione sociale che vengono deliberatamente smantellati.


Il tabù intorno alle feci è tra i più forti che la cultura umana mantiene, così profondo, così precoce nella socializzazione, così completamente interiorizzato che la maggior parte delle persone sperimenta una risposta viscerale alla sua sola menzione che è interamente automatica. Questa risposta è il materiale della pratica. La disponibilità a attraversare questa soglia, a stare con la funzione più privata del corpo senza la distanza che la convenzione sociale richiede, è, per chi vi è attratto, una forma di sottomissione così completa che nulla rimane fuori da essa.
Condotta consensualmente, con un’approfondita negoziazione delle sue forme specifiche, la scat play è una pratica di accettazione assoluta.
La persona che offre questo, che permette questo livello di accesso intimo, che sospende completamente la costruzione sociale che circonda questa funzione, sta dimostrando una resa che raggiunge il fondo biologico di cosa significhi avere un corpo umano.
La conseguenza psicologica è descritta in modo coerente in termini di una specifica leggerezza: la completa sospensione dei filtri sociali che di solito regolano come presentiamo i nostri corpi e le loro funzioni lascia dietro di sé, quando quei filtri ritornano, una consapevolezza di quanta energia il mantenerli richieda.

