Marcatura di Saliva
La convenzione sociale circonda la saliva con proibizioni che sono tra quelle mantenute in modo più riflesso: l’idea di ricevere lo sputo di qualcuno è associata, nel mondo sociale ordinario, al disprezzo e all’aggressione. Lo Spitting Play lavora esattamente con questo peso, la carica che il significato sociale porta, e lo usa deliberatamente per produrre un’esperienza psicologica specifica.
La pratica è intima in un modo sproporzionato rispetto alla sua semplicità fisica. La saliva è un fluido che è allo stesso tempo interamente ordinario e, in questo contesto, carico di significato.


Riceverlo sul viso, in bocca, sulla pelle è un’esperienza che il corpo elabora in parte attraverso le sue qualità fisiche effettive e in parte attraverso il significato costruito che porta: il calore, la specificità dell’origine, l’impossibilità della distanza sociale che di solito separa i corpi delle persone in questo modo.
Per la persona che riceve, l’esperienza include tipicamente un breve momento del riflesso sociale, la risposta automatica a qualcosa che la cultura ha segnato come trasgressivo, e poi, quando quella risposta viene tenuta piuttosto che agita, una transizione verso qualcos’altro. La trasgressione, vissuta direttamente, si rivela come costruzione.
L’esperienza fisica effettiva è calda, intima, specifica. Quello che la cultura ha detto su di essa e quello che è effettivamente non sono la stessa cosa.
La chiarezza che viene dal scoprire questo, dal trovare che la carica sociale attorno a qualcosa si dissolve quando viene incontrata direttamente, è uno dei doni più interessanti che pratiche come questa offrono. Le proibizioni che regolano le nostre interazioni fisiche non sono inerenti al corpo; sono apprese. Incontrarle direttamente, scegliere di attraversarle all’interno di un quadro di consenso genuino, produce una forma specifica di conoscenza su dove quelle proibizioni risiedano effettivamente.

